Aprire un atelier sposa e gestirlo bene

Come aprire e gestire un atelier sposa: consigli e strumenti utili

Una guida essenziale e alcuni consigli di massima per avviare un’attività nel settore e organizzare il lavoro con metodo e professionalità. Sempre mantenendo creatività ed empatia con la clientela.

Le potenzialità ci sono, ma servono grande competenza, creatività e organizzazione.

Il settore della moda sposi ha numeri molto importanti, specialmente in alcune aree del nostro Paese, e avviare un negozio di abbigliamento specializzato può essere un ottimo investimento. Meglio ancora se avete un’esperienza specifica e, per esempio, l’idea è quella di aprire un atelier e realizzare abiti su misura.

Quale che sia la scelta, serviranno pazienza, competenza e organizzazione. La clientela è sicuramente disposta a spendere quel qualcosa in più, ma è mediamente esigente e soprattutto ha scadenze precise di cui tenere conto.

Saper consigliare, convincere e organizzare bene il lavoro è fondamentale.

SOMMARIO

Negozio di moda sposa o atelier di abiti nuziali

A volte le due tipologie si incontrano: per esempio un atelier può proporre anche abiti firmati, o un negozio avere un proprio angolo di creazioni moda. Più spesso, però, parliamo di attività commerciali distinte, anzi, nel secondo caso di una vera impresa artigiana.

Un negozio di vendita abiti da sposa conta sulla qualità delle proprie proposte commerciali, su una strategia di prezzo vantaggiosa o su un servizio cliente particolarmente favorevole. Una boutique sposa ha invece il suo punto di forza nella qualità delle proprie creazioni, quindi nella capacità di realizzare abiti su misura che si distinguano dagli altri.

Fattore essenziale in entrambi i casi è la capacità di adattarsi alle esigenze della clientela, generalmente numerose e impegnative: modifiche all’abito nuziale, aggiunte e tempistica delle modifiche e così via.
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Abiti da cerimonia, vestiti a noleggio e altre varianti

Varianti alle due tipologie di attività sono quelle che includono servizi aggiuntivi: per esempio una collezione più ampia che comprenda anche altri abiti da cerimonia, o una scelta di accessori da abbinare al vestito nuziale.

Pur mantenendo un trend positivo, è vero che il settore bridal ha conosciuto una evoluzione negli ultimi anni legata anche, come accade per gli altri settori, all’utilizzo dei canali online. Per mantenersi competitivi è importante quindi considerare questi e altri aspetti.

Particolarmente in voga è per esempio il servizio di noleggio abiti da cerimonia, che anche per i vestiti da sposa funziona sempre bene, e per certi versi si collega alla voga della moda a noleggio, o fashion rental.

Insomma: vestiti da sposa ma non solo, e potete valutare se è il caso di ampliare l’offerta, considerando attentamente il rapporto tra costi, energie investite e potenziali benefici.

Vedi anche: Perché il fashion rental conviene anche al negoziante

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L’iter burocratico

Si tratti di un “semplice” negozio, una boutique o di un ibrido tra le due forme, per iniziare dovrete seguire l’iter burocratico comune a tutte le attività commerciali, e quindi:

  • apertura partita IVA
  • iscrizione al registro delle imprese
  • registrazione alla camera di commercio e alla previdenza sociale
  • presentazione in Comune della SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività)

In fase di registrazione dell’impresa dovrete poi specificare che tipo di attività state avviando. In sostanza, se il focus dell’impresa è la produzione di abiti di sartoria o se è invece la vendita di moda sposa: la presenza di un laboratorio sartoriale interno, anche solo per aggiusti o modifiche, influirà sulla decisione.
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I costi

Un’attività commerciale “pura” ha costi iniziali relativamente minori rispetto all’avvio di un atelier artigianale. Nel secondo caso alle spese di gestione usuali vanno sommate quelle per l’acquisto dei macchinari e per l’assunzione di staff specializzato nelle lavorazioni.

È vero anche, però, che la creazione di una nuova attività artigianale può essere sostenuta da sgravi e incentivi ad hoc per il supporto alla creazione di impresa. Bandi e iniziative delle associazioni di categoria e di Enti specializzati come Invitalia possono offrire opportunità per ammortizzare il, generalmente cospicuo, investimento iniziale.

Gli altri costi di gestione sono quelli comuni a tutte le attività commerciali: la scelta del (o dei) locali, l’assortimento del magazzino, l’assunzione dello staff e le attività promozionali. Ci sono comunque importanti specificità da considerare anche in questi casi.

Per esempio il locale: che deve esporre i vestiti, ma anche e forse soprattutto concentrarsi sulle aree per la prova dell’abito. Spazi dedicati per decidere se il vestito va bene e, soprattutto, cosa va modificato e/o aggiunto.

L’allestimento, l’arredo e la cura dei particolari di questi spazi sarà determinante per la decisione d’acquisto, più che in un normale negozio.
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Il rapporto con il cliente

Più e meglio dei negozi di abbigliamento classici, il rapporto tra staff e clienti in un atelier sposa è molto delicato.

I futuri sposi, spesso e volentieri accompagnati da uno o più parenti, in diversi casi dal wedding planner, contano molto sull’esperienza e la competenza del personale. Se infatti in un negozio normale il vestito è già pronto per l’uso e il consiglio dei commessi può risultare superfluo, qui è vero l’inverso.

Oltre alle competenze per così dire tecniche, è altrettanto importante un rapporto empatico con l’acquirente. Dovrete quindi trovare il giusto compromesso tra la volontà di vendere il vestito e l’esigenza di trovare il capo più adatto all’acquirente.

Come lavorare in un negozio di abiti da sposa, quindi? Con il giusto equilibrio tra diverse necessità: trovare gli abiti che meglio valorizzano la figura della futura sposa, saper consigliare i giusti accessori, trovare un buon compromesso sul budget a disposizione.

Fondamentale dunque poter contare su personale preparato tanto sulle tendenze della moda sposi quanto sulle buone pratiche della gestione clientela. In fin dei conti, non potrete sempre essere voi a condurre la trattativa.

Vedi anche: Tipologie di clienti: quali sono e come vendere ai più difficili
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La promozione

Specialmente per gli atelier sposa, la forma più preziosa di pubblicità è il proprio lavoro.

Il passaparola sembra ancora il principale veicolo di promozione in questo settore, e anche la presenza sul territorio ha un suo peso. Proprio per il rapporto più personalizzato tra negozio e cliente, infatti, la prossimità fisica è sicuramente conveniente.

Del resto, non è detto che non si possa ampliare l’eco del passaparola con le opportune mosse. Un canale molto adatto a fare da cassa di risonanza in tema di abiti da sposa e da cerimonia in generale è per esempio Instagram. Basta dare un’occhiata al volume di risultati che generano hashtag come #abitodasposa o #weddingdress per rendersene conto.

Una giusta strategia comunicativa saprà mettere in evidenza le proprie creazioni, gli elementi che distinguono il nostro dagli altri negozi. Risultati ancora migliori li potrete ottenere sfruttando il passaparola virtuale con menzioni, condivisioni e altre forme di user generated content.

Un ottimo modo per avere pubblicità a costi contenuti.

Atelier sposa e promozione su canali social come Instagram

Piccolo esempio del volume di traffico per gli hashtag Instagram relativi alla moda sposi

Vedi anche: Strategie social per il negozio: retail trends 2020 e non solo
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Gli strumenti di gestione

Un vestito nuziale è un prodotto particolare, e l’acquisto segue un suo rituale. Una vera e propria trattativa che inizia con la prima visita del cliente, e prosegue poi con la scelta del vestito e le diverse prove dello stesso.

Serve dunque buona organizzazione per seguire il percorso.

  • Un’agenda degli appuntamenti è il primo fondamentale strumento in tema: gestione negozio abiti da sposa. La cerimonia ha una data stabilita, quindi il rispetto di tempi e consegne è forse la prima esigenza della coppia. Un primo punto a favore dell’atelier è dunque la pianificazione.
  • Per organizzare bene il lavoro serve anche uno schedario dettagliato dei clienti: per ogni abito ci saranno una o più modifiche da effettuare, e dovrete evitare di fare confusione. Registrare correttamente i dati dei clienti, segnando le modifiche e gli altri interventi da eseguire, è un altro buon metodo per assicurare un lavoro agevole nella boutique.
  • Un altro aspetto fondamentale è la gestione delle lavorazioni da eseguire.
    1. Nel caso si abbia un laboratorio interno, dovrete comunque sapere a chi assegnare aggiusti e modifiche. Risulterà molto utile allora uno schema da cui controllare l’avanzamento dei lavori e capire chi sta facendo cosa.
    2. Nel caso poi che le lavorazioni vadano assegnate all’esterno, sarà ancora più importante seguire le diverse assegnazioni e il loro stato di completamento in maniera chiara e ordinata.

Tabelle, schemi da aggiornare o, meglio ancora, software dedicati sono dunque utili strumenti per avere sempre sotto controllo la situazione.
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Conclusioni

Aprire un atelier sposa è un’impresa sicuramente stimolante: è complessa ma può offrire ottime opportunità di guadagno. Per riuscire nel compito, vi serviranno spirito commerciale e attitudine alla vendita, ma anche un’ottima conoscenza del settore e, soprattutto, capacità di gestione.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, qui più che in altri settori dell’abbigliamento è importante saper organizzare compiti e tempi, rispettando le scadenze e garantendo modifiche su misura in tempi rapidi.

Pianificazione e organizzazione del lavoro possono essere seguiti con un sistema software pensato per le specifiche esigenze dell’atelier.

Uno di questi gestionali è Etos versione Atelier: uno strumento potente, duttile e pratico da usare per controllare ordini e lavorazioni nel modo più efficace e semplice possibile.

Vedi anche:
Aprire negozio di abbigliamento: come fare, arredamento e quanto costa
| KPI e indicatori di prestazione nei negozi di abbigliamento

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