Diritto di recesso e cambio merce per acquisti online e in negozio: cosa prevede la legge?

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Ognuno di noi si è trovato almeno una volta nella vita davanti al problema di cambiare un prodotto difettoso o alle prese con un regalo poco gradito. Forse non tutti sanno, però, che la restituzione della merce segue delle regole ed esiste una legge che stabilisce diritti e doveri sia per i venditori che per i compratori: Il d.lgs 2 febbraio 2001 n.24 che dà attuazione alla direttiva 44/1999 in materia di garanzia sulla vendita dei beni di consumo. Una legge che, nel suo impianto fondamentale, obbliga il negozio a cambiare il prodotto acquistato in caso di difetti o rotture, anche se si tratta di cambio merce in saldo o senza scontrino. Oggi parleremo proprio di queste tutele e dell’estensione del diritto di recesso agli acquisti online.

Cos’è il diritto di recesso e come funziona?

Il recesso, ossia la restituzione di un prodotto o la chiusura di un contratto di servizio, può avvenire sia prima che l’accordo venga eseguito sia durante la prestazione nel lungo periodo. È il Codice Civile, aggiornato recentemente con le norme del Codice del Consumo, a regolare la disciplina di recesso sia per le compravendite nei negozi fisici che in quelli online.

Per recedere dall’accordo sono sufficienti una raccomandata con ricevuta di ritorno (punti di vendita fisici) o la compilazione di un modulo online (per gli e-commerce). Un diritto di cui possono godere sempre i consumatori e mai i venditori.

Diritto di recesso e di ripensamento: quali sono le differenze?

Il diritto di ripensamento è la principale tutela per i consumatori che hanno diritto a chiudere un contratto senza oneri entro 14 giorni dal momento della stipula o da quello dell’acquisto. Il diritto di recesso, invece, consente agli acquirenti di annullare il proprio accordo e stipularne uno nuovo con un altro fornitore dando al massimo un mese di preavviso. Le differenze riguardano quindi il tempo di esercizio del diritto e la formula: cambio di merce o servizio nel primo caso, annullamento della transazione nel secondo.

Diritto di recesso del consumatore per acquisti in negozio

Nel caso in cui la transazione commerciale avvenga in un negozio fisico (o in punto vendita associato ricollegabile allo stesso), il consumatore non ha diritto alla restituzione di quanto pagato o alla sostituzione della merce con un’altra di maggior gradimento (taglia sbagliata, colore non gradito ecc), salvo difetti di fabbrica o evidenti discordanze tra quanto promesso e quanto acquistato. Attenzione quindi quando acquistiamo capi in un negozio senza fare valutazioni adeguate: il negoziante non è tenuto per legge a sostituire il nostro acquisto “sbagliato”.

E per acquisti online? Qual è la tutela prevista dalla legge?

Il discorso cambia per gli acquisti effettuati online. In questa fattispecie il diritto di recesso per il consumatore, applicabile entro 10 giorni lavorativi, è sempre valido. In pratica, se la merce ricevuta non è di nostro gradimento, la potremo restituire entro questo arco di tempo e ottenere il rimborso di quanto pagato. L’ordinamento riconosce nelle compravendite a distanza una serie di diritti supplementari: il diritto di recesso ad nutum (senza fornire spiegazioni ai venditori) e quello a ricevere tutte le informazioni utili necessarie all’acquisto (art.47). Diritti che non si applicano a chi acquista con partita IVA che viene ritenuto un professionista di pari grado al venditore e non un consumatore finale.

Il diritto di recesso per gli acquisti online non prevede quindi nessuna penalità: è necessario soltanto l’invio di una comunicazione scritta alla sede del professionista tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, posta elettronica o fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive. Così facendo il consumatore avrà diritto alla restituzione di quanto pagato (escluse le spese di spedizione e consegna) a partire dal momento in cui il venditore avrà verificato l’integrità e la corrispondenza della merce restituita.

Ho acquistato abbigliamento. Posso godere del diritto di recesso?

Il diritto di recesso è a disposizione di chi acquista capi di abbigliamento e si applica su tutto il prodotto ed i suoi accessori: non è possibile recedere soltanto su una parte del prodotto acquistato. Per ottenere la restituzione della somma spesa o il cambio merce, il capo deve essere restituito perfettamente integro, con la confezione originale, gli eventuali accessori e la documentazione allegata.

I termini per il diritto di recesso

Il termine per esercitare il diritto di recesso è di 14 giorni dal momento dell’acquisto o da quello di ricezione della merce. In caso di acquisti multipli il tempo scatta dal momento della consegna dell’ultimo prodotto acquistato. In questo periodo il recesso è gratuito e non necessita di motivazioni da dare al fornitore. Oltre il quattordicesimo giorno al consumatore può essere chiesto di pagare una penale. Se, infine, il negoziante non pubblica informazioni chiare e ben visibili sul proprio sito relative alle modalità di recesso il termine si estende dalle due settimane a un anno.

Guida ai diritti del consumatore relativamente al cambio della merce

Il diritto di recesso è rivolto esclusivamente ai consumatori, considerati “parte debole” delle transazioni commerciali, in quanto è chi compra il bene ad accettare o meno le condizioni poste da chi vende. In molti casi, oltre alla restituzione della merce è previsto il rimborso di quanto speso da effettuare nelle stesse modalità con cui il prodotto è stato pagato.

Quando è possibile cambiare la merce?

Passiamo alle condizioni in cui è possibile esercitare il diritto di recesso e ai casi più comuni di restituzione.

Cambio merce con scontrino

Quando possibile è bene presentare lo scontrino fiscale di acquisto e restituire la merce nelle stesse condizioni in cui l’abbiamo comprata, magari nella confezione originale. Per il tempo di restituzione non esiste un obbligo fissato dalla legge ma fa fede il numero di giorni stabilito e comunicato dal commerciante. Il consumatore potrà comunque far valere sempre il diritto di garanzia: nel caso in cui l’oggetto presenti difetti evidenti sarà sempre possibile cambiarlo o vedere restituita interamente la somma spesa.

Sostituzione merce senza scontrino

In assenza di scontrino fiscale (il caso tipico dei regali) è possibile ottenere comunque la restituzione se il prodotto è presentato integro, con le etichette e con confezione originale. Il commerciante potrà sempre risalire all’acquisto tramite il codice a barre e procedere al cambio. È comunque buona norma presentare lo scontrino di cortesia se disponibile.

Cambio merce difettosa

Se nel prodotto acquistato sono presenti difetti di conformità o malfunzionamenti entra in gioco la garanzia: nei due anni successivi all’acquisto è possibile richiedere al punto vendita la riparazione o la sostituzione senza nessuna spesa aggiuntiva. Una volta scoperto il difetto l’acquirente ha a disposizione due mesi per effettuare la segnalazione in forma scritta con raccomandata o attraverso posta elettronica. In caso di riparazioni troppo onerose il consumatore può chiedere la restituzione della somma spesa, una riduzione del prezzo d’acquisto o la risoluzione stessa del contratto.

Il venditore può anche proporre, senza alcun obbligo di legge e di accettazione, il cambio del prodotto con un altro disponibile o un voucher sostitutivo (buoni acquisti, promozioni, ecc..). Sarà il consumatore a decidere di accettare o meno l’offerta.

La garanzia, infine, si estende anche alla merce in saldo, salvo comunicazione chiara del venditore prima dell’acquisto.

Cambio merce in saldo

L’ordinamento tutela anche il cambio merce acquistata in saldo. Anche in questo caso entra in gioco la garanzia e il venditore è obbligato al cambio o alla restituzione della somma spesa in caso di difetti e malfunzionamento. Il negozio, quindi, non può negare il diritto di recesso solo perché acquistato in saldo.

Acquisti online: entro quanto tempo è possibile cambiare la merce?

Per gli acquisti effettuati su internet, in cui è sempre a disposizione il diritto di recesso, è possibile cambiare la merce entro 10 giorni lavorativi. In pratica, se la merce ricevuta non è di proprio gradimento, la si potrà restituire entro il periodo e ottenere il rimborso totale della cifra spesa.

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