vendere vestiti usati

Come aprire e gestire un negozio per vendere vestiti usati?

Vendere vestiti usati è un’attività che sta riscuotendo sempre più successo in questi anni. Oltre all’utilità per il riciclo e ai benefici per l’ambiente, però, può rivelarsi anche un’ottima opportunità imprenditoriale.

Lo scenario economico creatosi con consumatori sempre più attenti all’eco-sostenibilità e più consapevoli, diventa quindi il terreno ideale per chi decide di addentrarsi nel magico mondo dell’usato e del vintage. Vediamo come fare.

Vendita abbigliamento usato e vintage. Differenze

Prima di addentrarci nella spiegazione di come aprire il nostro negozio di abbigliamento vintage o usato online è importante fare una precisazione. Vintage e usato sono due categorie completamente diverse. La prima indica i capi di almeno vent’anni che non hanno subito variazioni e si sono mantenuti in ottimo stato di conservazione. Second hand o usato, invece, vuol dire seconda mano e indica un capo anche nuovissimo, e poi rimesso in vendita per svariati motivi.

Quali vestiti sono vintage? Qual è il target e potere di spesa dei potenziali clienti?

Vintage è quindi un capo che ha caratterizzato la storia della moda e del costume e che è diventato simbolo di un’epoca. Qui non si parla soltanto di età e stato di conservazione ma anche di unicità e rappresentatività. Qualche esempio? I pantaloni a zampa degli anni ’70 e i piumini degli ’80. Studi economici di settore hanno dimostrato che “il passato funziona sempre”. Vendere abiti vintage significa riferirsi a un ampio target composto da celebrities e da tutti colori nati a cavallo tra gli anni ’50 e ’90. Quello stesso pubblico figlio di epoche floride e che ha quindi il potenziale di spesa maggiore.

Come e dove vendere i vestiti usati?

Per vendere vestiti usati o vintage online è importante seguire alcune regole di base. La prima, fondamentale, è quella di imparare a valutare il capo e metterlo in vendita a un prezzo competitivo. Il prezzo dipende sia dalla qualità della merce che dall’andamento di domanda e offerta: maggiore è il successo che un capo riscuote sul web, maggiori sono le probabilità di rivenderlo a una cifra più alta. Per questo è buona norma effettuare una ricerca di settore prima di iniziare a vendere.

Una volta definito il prezzo, sia che decidiamo di vendere su un e-commerce personale che su un sito specializzato, dovremmo realizzare delle belle foto ai nostri capi e aggiungere una descrizione dettagliata. Immagini e testo sono fondamentali nell’era di Internet: basti pensare che uno dei canali di vendita più utilizzati è Instagram.

Canali di vendita: mercatini dell’usato, negozi online, su marketplace

I canali a disposizione di chi vuole vendere abbigliamento usato e vintage sono molti. Proviamo a scoprire pro e contro di ognuno. Oltre ai tradizionali mercatini dell’usato online e offline, che offrono la possibilità di allestire bancarelle reali o virtuali per mostrare i propri capi, esistono marketplace e siti specializzati dedicati proprio a prodotti di questo tipo.

eBay

Uno dei “luoghi” più gettonati per i capi vintage e usati è eBay. Sul celebre marketplace i vestiti possono essere venduti all’asta o a prezzo fisso, è possibile mettere in vetrina il nostro prodotto di punta oppure promuovere i nostri annunci pagando piccole cifre.

Mercatinousato.com

È il più grande mercato virtuale dell’usato esistente. All’interno si trova di tutto, dagli elettrodomestici ai libri fino ai capi d’abbigliamento. Per comprare è sufficiente registrarsi al sito e riempire il carrello. Per vendere basta invece creare il proprio account personale. Il sito mette anche a disposizione un numero verde da contattare per avere ulteriori informazioni.

Svuotarmadio.it

Completamente dedicato all’abbigliamento vintage e usato, Svuotarmadio.it è uno dei siti più visitati dagli amanti di vestiti e accessori di seconda mano. I prezzi sono decisamente competitivi.

Secondamano.it e Mercatopoli.it

Secondamano.it è forse il portale più noto in Italia e mette a disposizione degli utenti un efficiente motore di ricerca per trovare in tutta Italia vestiti usati. Molto semplice da utilizzare e con un’interfaccia intuitiva e user friendly, il sito è visitato ogni anno da milioni di utenti.

Mercatopoli è invece una rete di negozi che tratta oggetti usati in tutta Italia. Iscrivendosi a Mercatopoli è infatti possibile portare i propri capi al punto vendita fisico per ottenere una valutazione del pezzo e metterlo subito in vendita oppure utilizzare l’innovativa piattaforma online per creare i propri annunci personalizzati.

Shpock, Shop in your pocket

Shpock (“SHop in your POCKet”) è un’innovativa shopping app per comprare e vendere abiti di seconda mano. Tra le più popolari in Europa grazie ai suoi 10 milioni di utenti, è arrivata da alcuni mesi anche in Italia, conquistando in brevissimo tempo gli amanti del vintage. Il punto di forza dell’applicazione è che è nata appositamente per rispondere alle esigenze della “generazione smartphone”. Si passa infatti dall’approccio incentrato sui testi delle piattaforme tradizionali a una nuova prospettiva che mette al centro le immagini: prendo Shpock si entra in una vetrina virtuale a tutti gli effetti. Ma c’è di più. Gli articoli in vendita vengono selezionati e mostrati all’utente utilizzando la sua localizzazione GPS, per far sì che chi compra abbia a disposizione le occasioni più vicine in ogni momento.

Vendere vestiti usati al kg

Negli ultimi anni si è diffusa una nuova tipologia di commercio per gli abiti usati e vintage: quella della vendita al chilo. Una metodologia che in Europa ha dato il via alla nascita di moltissimi negozi specializzati che vendono abiti fissando un prezzo (solitamente compreso tra i 15 e i 20 euro) per ogni kg di vestiti acquistati e che si sta diffondendo anche nel nostro Paese.

Negozio di abbigliamento vintage o usato in franchising

Per chi ama l’abbigliamento vintage e vuole fare della propria passione un’attività economica c’è sempre la possibilità di aprire un negozio in franchising. Il mercato dell’usato è in costante crescita e offre ottime prospettive economiche e la scelta del franchising può semplificare la vita a molti neo imprenditori e a tutti coloro che vogliono usufruire della conoscenza e dell’esperienza di reti di vendita già consolidate. I vantaggi di questa formula sono noti: supporto costante della Casa Madre, assistenza, formazione e corsi di aggiornamento, fornitura di arredi e allestimento del negozio già pronto ecc ecc. Vantaggi a cui si aggiunge la forza del brand che, se già noto e di successo, garantirà un giro d’affari considerevole.

La burocrazia dietro l’apertura del negozio vintage

Anche per aprire un’attività come un negozio di abbigliamento vintage è necessario rispettare una serie di normative locali e nazionali. Tre le opzioni commerciali a disposizione dei venditori: quella del conto vendita degli articoli, quella della compra – vendita degli articoli e quella del franchising. Dell’ultima abbiamo parlato nel paragrafo precedente. Nel caso del conto-vendita si diventa rivenditori per conto-terzi e gli introiti derivano dalla percentuale sul venduto. Chi sceglie questa strada deve comunque affittare un locale (o un dominio internet se online), allestirlo, chiedere i permessi al Comune di riferimento e aprire una regolare Partita Iva.

Consigli utili su come vendere vestiti usati. Fallo con Etos

Con Etos tutte quelle attività che seguono l’apertura del negozio di abbigliamento online, ovvero la gestione del magazzino, dei fornitori, l’assistenza al cliente e le strategie di marketing diventano più facili. Perfettamente configurabile anche con la formula franchising, Etos è una sofware gestionale che permette di organizzare la vita quotidiana del negozio con pochi semplici click e in maniera semplice e intuitiva.

Molto interessanti le funzionalità per la gestione del magazzino, fondamentale nel campo dell’abbigliamento vintage e usato, che permettono l’aggiornamento costante di tutti i capi disponibili in ogni momento grazie a una videata specifica in cui i vestiti possono essere organizzati per taglia, collezione, colore, punto vendita e rimanenze.

Grazie all’avanzato sistema di gestione del CRM (Customer Relantionship Management), con Etos è sempre possibile realizzare schede personalizzate per ogni cliente, interagire con lui attraverso posta elettronica e messaggeria istantanea e realizzare vere e proprie campagne promozionali e di marketing personalizzate per target.

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