L’Italia ha un tessuto economico composto in larga parte da piccole e medie aziende, micro attività imprenditoriali, commerciali e negozi. In un contesto così frammentato, la competitività e la redditività si raggiungono anche attraverso processi di digitalizzazione ed efficientamento per rendere l’attività più al passo con i tempi. Per tutte le PMI italiane che si sono date questo obiettivo, il Mise (Ministero dello sviluppo economico) ha messo in campo una misura importante come il Voucher per la digitalizzazione.
Migliore efficienza aziendale, organizzazione del lavoro, soluzioni e-commerce, banda larga e telelavoro sono alcuni dei principali interventi che le imprese potranno finanziare attraverso il voucher del Mise. Imprese più digitali e flessibili dunque, a patto di rientrare nei parametri e nelle scadenze previste dal bando di assegnazione dei voucher.

Che cos’è il voucher per la digitalizzazione delle PMI

Il voucher per la digitalizzazione del Mise è una misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese che prevede la concessione di un contributo massimo di 10.000 euro, volto a finanziare la digitalizzazione, l’ammodernamento tecnologico – compresi interventi per la connettività alla banda larga – e la formazione del personale in ambito ICT (Information and Communications Technology). Il voucher è riconosciuto nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.
Nel complesso, le risorse finanziare messe in campo dal bando sono pari a 100 milioni di euro. Di questi, una parte (circa 32,5 milioni) è destinata a valere sul PON Imprese e Competitività, di cui:

  • circa 5,9 milioni per i progetti realizzati in regioni di transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna);
  • circa 26,6 milioni per i progetti realizzati in regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

Preparare il personale ai Saldi Invernali

La parte restante (circa 67,5 milioni) è destinata a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014/20, per progetti realizzati nelle altre Regioni del territorio nazionale (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto).

Le spese e le imprese ammissibili

Le spese ammissibili – e quindi finanziabili – dal voucher per la digitalizzazione delle imprese rientrano in questi ambiti:

  • miglioramento dell’efficienza aziendale (spese ammissibili: hardware, software e servizi di consulenza specialistica);
  • modernizzazione dell’organizzazione del lavoro (spese ammissibili: hardware, software e servizi di consulenza specialistica);
  • sviluppo di soluzioni di e-commerce (spese ammissibili: hardware, software e servizi di consulenza specialistica);
  • collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • formazione qualificata nel campo ICT del personale (partecipazione a corsi, acquisto di servizi di formazione qualificata);

I soggetti ammissibili sono le micro, piccole e medie imprese italiane, ad esclusione di quelle operanti nel settore della pesca, dell’acquacoltura o nella produzione primaria dei prodotti agricoli. Tra queste ultime, fanno eccezione quelle che svolgono attività economiche ammissibili e sono in possesso di una contabilità separata che assicuri la distinzione dei costi. Più in dettaglio, il Ministero dello sviluppo economico definisce così le micro, piccole e medie imprese:

  • microimpresa: meno di 10 unità lavorative anno e fatturato annuo (oppure totale di bilancio annuo) massimo di 2 milioni di euro;
  • piccola impresa: meno di 50 unità lavorative anno e fatturato annuo (oppure totale di bilancio annuo) massimo di 10 milioni di euro;
  • media impresa: meno di 250 unità lavorative anno e fatturato annuo (oppure totale di bilancio annuo) massimo di 50 milioni di euro.

Le scadenze del bando e come fare domanda per il voucher

Le domande per accedere al voucher per la digitalizzazione delle imprese possono essere effettuate esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile sul sito del Ministero dello sviluppo economico nella sezione “Voucher digitalizzazione”. Questi i termini di presentazione della richiesta:

  • A partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018;
  • Fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018;

La compilazione delle domande può essere iniziata a partire alle ore 10.00 del 15 gennaio 2018. Da questa data le imprese possono quindi accedere alla procedura informatica, immettere le informazioni richieste, generare il modulo di domanda in pdf e ricevere il “codice di predisposizione domanda”. A partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 (e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018) possono invece inviare la domanda di accesso alle agevolazioni, attraverso la procedura prevista dal bando, che prevede l’immissione del “codice di predisposizione domanda” e il successivo rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda.

I benefici per le piccole attività commerciali

Tutti i dettagli per l’ammissibilità delle imprese, delle spese sostenibili (e quindi anche dei potenziali benefici) sono contenute nel bando e nelle pagine web del Ministero dello sviluppo economico. Tra gli aspetti più importanti che emergono da questa misura è che tra i soggetti ammissibili ci sono anche le micro imprese, inclusi quindi anche i negozi e le attività commerciali con meno di dieci dipendenti.
È interessante ad esempio per le piccole attività commerciali poter finanziare le spese relative allo sviluppo di soluzioni e-commerce (spese hardware, software e servizi di consulenza specialistica). Avere uno shop online è diventato ormai strategico anche per le micro imprese, inclusi i negozi di abbigliamento per vendere online i propri prodotti.
Buone notizie anche per quelle attività che decidono di investire in software finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali. Sarà quindi importante scegliere soluzioni in grado di assicurare un miglioramento dell’efficienza aziendale, facendo attenzione al tipo di licenza. La diffusione del cloud computing ha infatti comportato l’immissione sul mercato di soluzioni Software as a Service – SaaS, che non comportano l’acquisto del software da parte dell’impresa. Soluzioni che però sono escluse dal bando (come spiegato nelle Faq), per il quale sono ammissibili i soli costi relativi all’acquisizione di programmi informatici e non i costi sostenuti per canoni. Similmente, anche per le soluzioni e-commerce non sono ammissibili le spese per i canoni relativi a servizi informatici.
Interessante è infine la possibilità, anche per le microimprese, di accedere al voucher per finanziare le spese in formazione ICT, dando la possibilità al personale delle piccole attività di qualificarsi nell’uso delle Information and Communications Technologies.